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venerdì 27 marzo 2009

Risposta a Farnesiana - commento del 25 - 3


Teniamo in considerazione anche l’aspetto “evocativo”con tutte le non semplici implicazioni della stratificata cultura occidentale : la voce della campana è quella di Dio , quella dei campanelli e dei sonagli è spesso quella del Demonio o della Morte . Vi ricordate quanti oggetti sonori abbondavano sugli abiti delle maschere visionate a Rocca Grimalda ? Questo dualismo è spesso presente nel nostro pensiero tanto da far giungere ad affermazioni esoteriche piuttosto forti come quella sui nomi degli angeli che governano le nostre ore : letti al contrario essi divengono i nomi dei demoni tentatori ..ma questo non è il mio campo!

L'immagine sopra riproduce una statua lignea di Erasmus Grasser facente parte della celebre serie di morescanti che ornavano la sala delle feste del vecchio municipio di Monaco - ora allo Stadtmuseum sempre di Monaco

3 commenti:

Farnesiana ha detto...

Quindi potrebbe essere valido il binomio morescante = essere negativo, malvagio, demone?
E' questo che si voleva mettere in scena con le moresche?
E quale funzione avevano le armi? Mah
E' vero: entrano in gioco concetti etnoantropologici piuttosto complessi.

danzarcortese ha detto...

Si credo anch'io che se non è proprio " malvagio ", è comunque un qualcosa di poco " puro "...guardando i ghigni, le posture " scomposte " o come nel caso della statuina , il colore rosso dell'abito,sicuramente non è da attribuire all'innocenza...non so se esistono immagini dove le moresche sono ballate anche da donne,ma mi da l'impressione che siano gli uomini o soldati che spesso le ballano e i soldatini(ad esempio ) si sa...sono un poco " biricchini " e " bricconi "..basti pensare quando questi prodi, scendevano da qualche monte per conquista,come si divertivano..perciò io ho la sensazione che la moresca sia in realtà un modo "coreografico " per mostrar l'arte del soldato e più è impreziosita da strumenti musicali e oggetti, maggiore è l'importanza delle " gesta " di questi..ovviamente sbaglierò di sana pianta, ma io la vedo così .

Nynian ha detto...

Mi sembrerebbe opportuno che entrasse in campo un commento ad opera di Alessandro, visto che durante la lezione che si è svolta a Cassine si sono trattate le caratteristiche di alcune danze locali (Piemonte) connotate con gli elementi che state dibattendo. La rappresentazione del "demone" era una costante di una certa temperie rituale. Le radici di queste manifestazioni sono in effetti complesse ma sicuramente molto più antiche del concetto dualistico (ed in questo pienamente ed etimologicamente "diabolico") di bene e male.