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mercoledì 17 ottobre 2012

Debiti d'onore

Approcciamo ora un sintetico discorso sulle riverenze del '400 ( così come molti anni fa facemmo, su domanda di Caracosa, quello sulle cinquecentesche ) obbligatorio, vista la brevità d'accenno a cui fui costretto nel dire cassinese. Tre, come detto, son le riverenze che compaiono nei trattati: punta piè-riverenza-riverenza insino a terra. Al di là di ogni considerazione ricostruttiva dobbiamo constatare che anche le fonti dell'epoca paion concordare su questa tripartizione: a seguire due brani, qui citati da Il Ballar Lombardo di Pontremoli-La Rocca. “Quando madonna sua madre riva ello li va al incontro con le tre reverentie pontificali con tanto ordine he modo he cossa mirabile “ ( qui è la madre di Francesco Sforza che parla riferendosi al nipote Filippo Maria: non ci è dato sapere come dovessero essere queste riverenze ma Francesco Sforza, rispettivamente figlio e padre dei due, così scriverà nelle istruzioni educative ideate per i figli ) “ de bereta, de testa o de genochio, secondo accade et secondo la condicione et essere de le persone”. Per ovvi motivi trascuriamo la quarta possibilità, quella che pone entrambe le ginocchia al suolo, non rientrando certo essa nel novero dei movimenti inseribili in ambito coreografico. Sopra: Vittore Carpaccio, i teleri con le Storie di S. Orsola. Una riverenza de genochio ed una possibile riverenza de testa.

1 commento:

Caracosa ha detto...

Piano nel dire moolti anni fa: qualche anno fa...;)
Ogni tanto serve rinfrescare la memoria per chi ne ha poca come me.
Ciao