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venerdì 19 ottobre 2012

Risposta a Caracosa - commento del 17 - 10


..relativizziamo Caracosa, relativizziamo: per un Blog come questo 4 anni son moolti ( ed il 2 novembre entreremo nel quinto ). E la nostra frequentazione poi daterà un decennio l'anno entrante... ma va a nostro merito tutto ciò, non certo a detrimento. Proseguo con il discorsetto sulle riverenze e lo “concludo”: ovviamente è da dimostrare che riverenza picinina e punta piè sian la stessa cosa ma personalmente lo ritengo molto probabile. Ancora Carpaccio, nei suoi teleri di S. Orsola ci fornisce un'immagine che può far da spunto: due uomini fan riverenza ad un terzo; il primo accenna , mentre il secondo piega le ginocchia come già vedemmo nel particolare postato 2 giorni addietro. Entrambi si tolgono il cappello. Dunque sarebbe bello ipotizzare che nell'avvicinamento a una personalità da riverire si faccia l'accenno in punta piè togliendosi il copricapo, si prosegua il percorso per poi fermarsi in riverenza di capo e si concluda poi con la riverenza di ginocchio una volta giunti a contatto con essa ( quella che Filippo Maria eseguiva con un saltino, movendo al riso tutti gli astanti? ) . Rimane evidente che, oltre alla resa visiva di reverenza, vi era una certa impossibilità di agire prestamente ( data la scomoda posizione assunta nell'inginocchiarsi ) nell'offendere con atti fisici ostili la persona avvicinata ( sebben Enrico III venne sbudellato proprio da un reverente...)

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