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domenica 9 novembre 2008

In risposta a Danzarcortese (6 nov.)

Se ho ben capito vorresti utilizzare la riverenza di destro ( ispirandoti ad Arbeau ) e tutto ciò che ne consegue per dar voce anche a quel sommerso mondo di “frappatori di piedi” che agiva in parallelo con i raffinati Caroso , Negri , Santucci & Co…. L’idea potrebbe essere anche efficace , ma quale repertorio eseguire ? Sarebbe invero atroce per i suddetti veder le loro coreografie “sporcate” ed i loro sforzi di far della danza una “vera arte “ vanificati i nome della spettacolarizzazione…Ma…, vi è sempre un ma per fortuna : i repertori di genere , abbastanza schifati dai Nostri , ben si prestano a ciò .Il Corranto , di cui si iniziano a metter insieme varie importanti descrizioni , era molto diffuso in Italia ed anche la Gavotta è testimoniata (si veda Allegri ed i suoi balli del 1608 ) senza parlare della Nizzarda , di cui “…non si può dar regola certa…” Ecco forse , al di là della riverenza di destro o di sinistro , il campo dove agire : balli regolati ed i balli dove “…ogn ‘ uno nel suo paese la balla à suo modo.”
Ma non voglio sfuggire al problema posto dalla descrizione fatta da Arbeau : ”…che da molti questa riverenza vien ‘ diversamente fatta ; mà per nó essere lungo , dirò solo , che questa è la più vaga , & , usata d’Italia... “ Così lo stesso Negri ammette della riverenza grave : anche io per “ nó esser lungo “ dividerò questa mia risposta in più interventi.

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